venerdì 21 ottobre 2011

Esperimenti di follia!

Era insolitamente buio quel giorno di Settembre a Perugia, mentre una fastidiosa maledettissima pioggia gli picchiettava addosso. "Lieve come una pioggia d'estate" sta ceppa. Addirittura erano accesi i lampioni, e non erano che le quattro del pomeriggio! Sbuffando tra sè e sè, sperando quasi che i sospiri funzionassero da formula magica meteorologica, iniziò a procedere per la lunga strada verso casa. Ovviamente senza ombrello.

Data l'immensa noia et obscura che lo assillava, iniziò a far vagare la mente nel tentativo di distrarsi. Bello il nuovo mastodontico segnale stradale lungo fottimila chilometri pieno di scritte incomprensibili. Mmm mastodontico. In effetti, leggendo riga dopo riga i vari "divieto di circolazioni ai motocicli e ai cingolati più larghi di due metri virgola 3 soltanto nei giorni dispari dei mesi pari quando c'è bel tempo" veniva spontaneo un 'Ma 'sto dontico!'. Oltretutto dontico non significa "dei denti"? I denti di chi? Dei Masti evidentemente.


Camminò ancora evitando di netto un paio di folli ciclisti masochisti, fantasticando dei Masti, una antica popolazione sudamericana di ricchi sfondi -e per forza, vista l'abbondanza di miniere- a cui sicuramente Voyager aveva dedicato un paio di puntate. Gli antichi Mastici, non avendo un cavolo da fare, avevano ideato un rito che prevedeva l'estrazione dei denti mediante l'antichissimo e sempre verde metodo del Filo-legato-alla-porta, per poi sostituirli tutti con diamanti purissimi che tanto in quella zona venivano giù come quella pioggia di merda.

Di colpo una pubblicità -tette- di intimo -tette- femminile -tette- su un cartellone -tette- distrasse momentaneamente la sua astensione. Attenzione. Ehm, quella. Un momento: tette! Mastoplastica significa plastica delle tette (non plastico tipo quelli di Vespa, grazie a Dio, a Dtu e a Dvoi). Di colpo nella sua mente i Mastici diventarono un popolo con le tette, ma l'immagine fu così spaventosa che andò in buffering e inizò a pensare alle mucche al pascolo. Ci sono sempre di mezzo delle mammelle, ma l'immagine di uomini senuti era ben più orribile. Certo, focalizzando l'immagine del pascolo, gli veniva in mente il lieve olezzo di sterco delle passeggiate alpine, e suo padre che ogni mezzo secondo gridava "Attentoallacacca!", espressione diventata nel corso della vacanza "Ntolacà!". Peccato che al suo ritorno avesse cercato di avvertire un muratore perugino da un bombardamento di piccioni con lo stesso termine. Il poverino non si potè difendere per tempo, visto che aveva capito "Ntonacalà!".

Arrivato a più di metà strada, una goccia di pioggia grande come un melone piombò da una grondaia dritta dritta sul suo collo, e giù per la schiena. Imprecando in turco ottomano, decise di alzare il bavero della giacca. Il colletto. Il bavero. Beh, lui era un vero uomo duro, quindi alzava il bavero della giacca. Che era quella roba da femminucce, "il colletto", come "il polsino", diminutivi inutili. Lui veniva dal Far West e aveva conosciuto tempi duri, e logicamente (visto che c'era) aveva vissuto esattamente dove e quando appariva la DeLorean; sennò ciupa, poteva anche starsene a casa! Ehhh, erano tempi duri quelli, quando passavi per strada e chiunque poteva stenderti con un gancio. Uno stronzo, quel Chiunque.
Ovviamente non potevi nemmeno andare in giro col codino come lo portava lui (anche se al momento era zuppo di pioggia), sennò correvi ben due rischi: che lo usassero come corda da traino se davi troppo fastidio alla banda di banditi locale, e che ti prendessero per una femminuccia. Di conseguenza, se ti ridevano dietro come femminuccia, non eri degno di esser preso per il bavero quando ti menavano, bensì per il colletto.

Annuì, fiero di se. Era tutto fottutamente chiaro. Ma siccome non era veramente nel vecchio West non si sarebbe mai tagliato il suo storico codino! Mai! Tutt'al più poteva evitare di girare con lo zaino di sua sorella, tutto rosa con le libellule e le Winx. Ehm. Ma ovviamente non ci stava girando, certo che no. Era una pura ipotesi. SE ci avesse dovuto girare, ecco. E non utilizzava nemmeno l'astuccio con le matite di Sailor Moon.


...ma che cacchio. Forse era per questo che non gli andava dietro neanche il mostro di Loch Ness. Per quanto ci sarebbero stati notevoli problemi di relazione con Nessie; ma magari avrebbe funzionato, come per Ciuchino e la Draghessa. La loro era una bella storia in fondo. Fanculo! Avrebbe fatto meglio a darsi al bricolage. No, anche quello poteva suonare ambiguo. "Che hobby hai?". "Faccio bricolage". Bricolage richiamava la Francia, uomini in aderenti magliettine a righe bianche e blu, con la baguette sotto braccio e il naso all'insù. Poco virile. E di certo lui non richiamava la classica immagine del figone degli spot dei profumi francesi (quelli in cui il nome era uno scatarramento che finiva con "òm").
Tutto ciò non era d'aiuto. Si sarebbe dato all'ippica, ecco. Immagini di vichinghi a cavallo, duri e puri. Odore di lande incontaminate e legge del più forte (che nel suo immaginario indubbiamente era lui).


Con la coda dell'occhio vide passare una bella ragazza sotto la pioggia. C'erano solo loro. Avrebbe potuto abbordarla. Avrebbe potuto avvicinarsi. Avrebbe potuto attaccare bottone, e poi lei gli avrebbe detto...
"Che hobby hai?". "Cavalco, ti va di provare?". Ecco, ma anche no.

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