domenica 15 maggio 2011

Scende la pioggia, ma che fa?

Eh. Che fa? Lei, poverina, segue il suo ciclo naturale. Cerca di tornare alla sua bella falda acquifera, scorrendo placidamente sotto metri di calda terra, ignara delle umane vicende.
Da noi si scatena l’inferno.
Gente che smadonna e bestemmia (mi dispiace ma non siamo un popolo elegante) per delle gocce d’acqua: dal punto di vista degli eventi naturali, di questa ruota della vita che va avanti da milioni di anni con la stessa lena, sembriamo povere formichette tonte che si agitano per motivi incongrui. A dire il vero, le formiche ne avrebbero ben donde visto che una goccia sola durante un bel temporale ne spazza via quattro o cinque; noi invece, persistenti, tignosi, rimaniamo vivi e sbraitiamo come oranghi.
Gli isterici temporaleschi sono raggruppabili in categorie molto semplici da delineare. Potete provare anche voi a pensarci un attimo: non è affatto difficile.
Gli Automobilisti generalmente si fermano. Perché? Boh. Io, nonostante patentata, non l’ho mai capito. Passi se la visibilità è poca: c’è sempre caso di tirar sotto un animale o un pedone con un cappotto scuro a motivo di gocce di pioggia. Passi anche se la strada è bloccata dall’acqua; certo la furbizia non è molta, se di mille strade ti sei scelto quella di campagna, infossata e senza tombini per 10Km. Ma nel normale traffico cittadino, perché ti fermi? Esorto tutti a mantenere la distanza di sicurezza, visto che dovrebbe essere conoscenza comune che se becchi una pozza con la ruota plani come un concorde per metri e metri, rischiando tutto il rischiabile. Tuttavia non è necessario rimanere fermi al semaforo fino al rosso successivo solo perché, in mezzo all’incrocio, c’è una minuscola pozza dove non annegherebbe nemmeno un batterio.
Le Donne –e lo sappiamo bene- hanno generalmente una paura dannata di passare da Marylin Monroe, fresche di parrucchiere e con due occhioni mascarati e rimmellati, al mostro di Scream con il trucco di un panda depresso. Ciò le porta a correre con la colonna sonora di Rocky in sottofondo dal negozio alla macchina, ma in fondo questo aumenta solo esponenzialmente le possibilità di un bagno di fanghi fuori programma.
Gli Impiegati sono i più divertenti. Mi riferisco a tutti quei lavoratori che si presentano di bell’aspetto, elegantoni, con l’immancabile borsa di cuoio marrone con la fibbia –che andava di moda il secolo scorso, ma ora è vintage quindi la riutilizzano. Colti di sorpresa, essi si proteggono con la cartella perdendo tutto il loro appeal e correndo e sbuffando come se ne andasse della loro vita, fino al raggiungimento di un negozio qualsiasi. Nella migliore delle ipotesi, i clienti dalla vetrina li avranno seguiti nella loro improvvisa perdita di charme, notando l’apparizione dell’anello mancante darwiniano; l’Impiegato a questo punto cercherà di scuotersi le gocce di pioggia dalla giacca, ignorando il fatto che farebbe prima a bagnare ciò che è rimasto asciutto piuttosto che il contrario, e compiendo l’esilarante gesto di passare la mano sull’orlo della giacca come a scuoterne via un paio di bruscolini.
Ci sono poi quelli che non hanno fretta. Con tutta la calma di questo mondo, coscienti che tanto bagnare ci si bagna, si rifugiano sotto la prima tettoia a portata di gambe e iniziano con somma gioia a osservare la futilità dei comportamenti altrui, commentando l’evento insolito. Non fatevi trovare impreparati! Di solito si esordisce con “Era dal ’56 che non vedevo una pioggia così”. (passaggio di una Donna con tacco 10 che a momenti caracolla giù per il marciapiedi) “Sarà ottima per i campi”. (inchiodata di un Automobilista che a fari spenti non aveva visto un gatto) “Ma dice che ci sarà siccità”. (salto della corrente in tutta la zona: buio completo, automobilisti in panico) “Se è vero, l’olio verrà mica buono”. (discesa di un disco alieno e sterminio della razza umana) “Speriamo che almeno venga buono il vino. Bof, io vado che la moglie attende. Ci si vede alla prossima perturbazione”.

1 commento:

  1. Inutile dire che le tue parole sono sagge!!!!

    Io sono sicuramente un'isterica da pioggia, dal momento che da brava egocentrica non permetto che le perturbazioni mutino i miei piani!

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