Questo post sarà il primo di una -spero lunga- serie. Con "Niente di nuovo" intendo mettervi a conoscenza di tutte le scoperte sugli antichi popoli che, giorno dopo giorno, mi sorprendono per la loro attualità. Con la curiosità quasi patologica che mi distingue, spero di poter trasportare ciascuno di voi in un mondo dimenticato, ma che, in realtà, è il nostro mondo di qualche tempo fa, con tutte le sue luci e le sue ombre.
In una recente gita a Torino, ho ammirato una ricostruzione della pianta della città in epoca romana. Le basi archologiche da cui muoveva questa ricostruzione erano testimoniate da alcune foto: principalmente si trattava di mura antiche, ma una foto in particolare ha catturato la mia attenzione. Il muro, infatti, non aveva l'aspetto che ci si potrebbe aspettare da un muro: era pieno di cavità regolari, separate da un mattone. Ho così scoperto la meraviglia dell'ipocausto. All'epoca i Romani avevano già messo a punto il sistema del riscaldamento a pavimento, originario della Grecia: il nome ipocausto la dice lunga. Tramite un grosso forno, l'aria veniva scaldata e poi immessa in queste cavità, situate proprio sotto il pavimento delle villae. Nel caso delle thermae, visto che si mirava ad ottenere più calore possibile, l'aria bollente veniva fatta passare anche nelle pareti, con il medesimo sistema. Quella che ci sembra una grande innovazione del nostro secolo era già ampiamente utilizzata secoli fa, prima della Tour Eiffel, prima della costruzione di San Pietro e della Cappella Sistina, prima -insomma- della maggior parte delle meraviglie architettoniche che ci fanno sbalordire ancora oggi.
Talvolta tendiamo a dimenticare che prima di noi sono vissute altre persone, altre menti che puntavano a migliorare le proprie condizioni di vita. Vien da chiedersi come abbiamo fatto a dimenticare una rivoluzione tecnologica di questa portata, ma visto che io stessa riesco a dimenticare ciò che ho mangiato a colazione, non trovo impossibile che ci si scordi un concetto di secoli fa. Sarebbe fantastico se i tecnici del nostro tempo "collaborassero" con i tecnici di una volta, traendo dalle opere latine e greche tutti gli insegnamenti ancora utilizzabili, e con la mediazione di un fondamentale punto di contatto: lo storico.
Collegamento alla pagina Wikipedia sull'ipocausto: http://it.wikipedia.org/wiki/Ipocausto
lunedì 24 marzo 2014
martedì 11 marzo 2014
La solitudine
Ho ripreso a scrivere, con gioia di qualcuno e disperazione di molti. E' stato come se io e la penna non ci fossimo mai lasciati, per cui l'impeto creativo è esploso in una miriade di nuovi possibili post. Ne ho scelto uno profondo per riaprire in bellezza la stagione scrittoria e per far riconciliare molti di noi (si, mi ci metto pure io) con una delle condizioni vitali più belle.
La bellezza dello stare da soli è spesso incompresa.
Un grave problema della nostra società è l'incapacità di stare soli, in ogni senso.
Perchè?
Perchè ciò che ci circonda ci fa credere che stare soli sia sbagliato. Ci balenano in mente immagini di feste enormi, musica trascinante e visi sorridenti: crediamo dunque che in questi contesti si stia meglio. Se proprio è concepito un momento di solitudine nelle nostre vite, la tv ci insegna che debba svolgersi sempre in qualche posto da sogno; un'amaca, le Hawaii e un cocktail, ma poi la sera folla e frenesia sono un must.
Ma non siamo obbligati a stare a queste regole.
La nostra felicità è dentro di noi, nel senso che dipende totalmente dal nostro modo di porci verso il mondo. Se ceniamo soli con una zuppa, perchè dovrebbe essere un momento più triste rispetto ad altri passati in compagnia?
Facciamo fatica a capire di avere in mano un tale potere solo perchè non ci vediamo attraverso uno schermo, inquadrati in soffusi toni rilassanti, con una musica di sottofondo. Purtroppo la realtà ha questo difetto: non ha una colonna sonora o altri effetti, perchè non ne ha bisogno. Sono i nostri sentimenti, i nostri stati d'animo a fare tutto. La vita non aspetta la giusta musica o un bel tramonto. I nostri momenti più belli possono avere qualsiasi sfondo e non per questo ci renderanno meno felici. Allo stesso modo, la bellezza della vita è dentro di noi, è il vero soffio vitale, e se solo non ci lasciassimo condizionare dal numero di persone che affollano la nostra giornata potremmo sentirla scorrere anche nella bellissima, sottovalutata solitudine.
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